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Ridurre l'impatto ambientale nella scelta dei semilavorati metallici significa privilegiare metalli e leghe che all'interno della filiera impiegano elevati quantitativi di rottame riciclato, come ad esempio rame e ottone. Alcuni metalli non ferrosi sono riciclabili teoricamente all'infinito senza perdita delle proprietà fisiche: secondo l'International Copper Association, il rame riciclato richiede circa l'85% di energia in meno rispetto alla produzione primaria da minerale, mentre secondo EuRIC il riciclo del rame taglia le emissioni di CO2 di circa il 65%. Per le aziende manifatturiere, integrare metallo riciclato in filiera riduce le emissioni indirette di approvvigionamento (Scope 3), semplifica la sostenibilità ambientale e garantisce continuità di fornitura. Mario Crespi S.p.A. supporta i clienti in questo percorso con uno stock service ottimizzato e semilavorati conformi alle normative europee sui materiali.

Perché oggi la scelta dei metalli non è più solo una questione tecnica

 

Diverse aziende hanno concentrato i loro sforzi sulla riduzione degli sprechi lungo la filiera produttiva, e Mario Crespi non fa eccezione. In una realtà industriale e manifatturiera che punta a una ciclicità di approvvigionamento nel rispetto dell'ambiente e del pianeta, la scelta del materiale di partenza — non solo del processo produttivo — può fare una differenza concreta.

Il tema non riguarda più solo i reparti acquisti sensibili alla sostenibilità: normative europee sempre più stringenti sulla gestione dei rifiuti e sulla circolarità dei materiali, unite alla crescente richiesta di rendicontazione ambientale (bilanci di sostenibilità, rating ESG, richieste dei clienti finali), stanno spingendo molte aziende manifatturiere a rivedere i criteri con cui selezionano ottone, rame, alluminio e bronzo per la propria produzione.

Questa guida spiega cosa significa concretamente scegliere metalli riciclati e quali vantaggi ambientali comporta. Le informazioni si basano sull'esperienza di Mario Crespi S.p.A., distributore di metalli non ferrosi dal 1938 con sede a Gallarate (VA).

Rottami di tubi in rame e ottone pronti per il riciclo

I metalli non ferrosi sono già, per natura, economia circolare

 

Riciclabilità infinita senza perdita di proprietà

A differenza di molti materiali polimerici, rame, ottone, bronzo e alluminio possono essere rifusi e riportati alle specifiche originarie un numero teoricamente illimitato di volte, senza che le proprietà fisiche del metallo si degradino (purché depurati adeguatamente). Il rottame di ottone, ad esempio, può essere reintrodotto nel ciclo produttivo per ottenere nuove barre, lastre o tubi con le stesse caratteristiche meccaniche previste dalla norma di riferimento.

Questo rende i metalli non ferrosi strutturalmente diversi da molti altri materiali da imballaggio o da costruzione: il riciclo non è un'alternativa "di seconda scelta" alla produzione primaria, ma un processo produttivo a tutti gli effetti equivalente in termini di qualità del materiale finale. Le proprietà dei metalli, strutturalmente diverse da tutti gli altri materiali non metallici, rendono il riciclo dei rottami una scelta produttiva primaria, necessaria anche all'ottimizzazione produttiva, senza intaccare la qualità del semilavorato. 

Il risparmio energetico e le emissioni evitate

Il vantaggio ambientale del riciclo dei metalli non ferrosi è quantificabile. Secondo l'International Copper Association, il rame riciclato richiede circa l'85% di energia in meno rispetto all'estrazione e alla lavorazione del minerale grezzo, e si stima che due terzi di tutto il rame prodotto negli ultimi cento anni siano ancora oggi in uso produttivo.

A livello europeo, i dati raccolti da EuRIC (la confederazione europea delle industrie del riciclo) indicano che, rispetto alla produzione primaria, il riciclo del rame consente un risparmio di emissioni di CO2 di circa il 65%, quello dell'alluminio di circa il 92% e quello dell'acciaio di circa il 58% — evitando inoltre l'estrazione di materie prime spesso realizzata fuori dall'Unione Europea, con standard ambientali meno stringenti.

Metallo Risparmio energetico stimato del riciclo Riduzione emissioni CO₂ stimata Fonte
Rame (base di ottone e bronzo) ~85% rispetto alla produzione primaria ~65% International Copper Association / EuRIC
Alluminio Molto elevato ~92% EuRIC
Acciaio (dato di confronto) ~58% EuRIC

I valori sono stime di settore riferite alla produzione primaria da minerale; possono variare in base al mix energetico e al processo produttivo specifico.

Perché la lega influisce sulla sostenibilità del prodotto finito

Anche la scelta della lega ha un impatto ambientale indiretto. Le leghe di ottone senza piombo o a bassissimo tenore di piombo, oggi sempre più diffuse per rispondere alle normative REACH e alle direttive sul contatto con l'acqua potabile, riducono la necessità di trattamenti specifici a fine vita del componente ampliando le possibilità di riciclo del rottame senza restrizioni normative legate al piombo.

L'approccio di Mario Crespi S.p.A.

 

Mario Crespi S.p.A. distribuisce dal 1938 semilavorati in ottone, rame, alluminio e bronzo, con un approccio alla filiera che punta a ridurre gli sprechi lungo tutto il processo, dall'approvvigionamento alla consegna.

Il nostro servizio di stock garantisce disponibilità immediata delle principali leghe e formati, riducendo la necessità per il cliente di immobilizzare capitale e spazio in scorte proprie e limitando i trasporti in eccesso. Offriamo inoltre taglio su misura e lavorazioni conto terzi, per contenere lo scarto di produzione presso il cliente finale.

Per approfondire il nostro percorso e i servizi disponibili, o per conoscere meglio la nostra storia, visita le pagine dedicate a chi siamo.

I vantaggi pratici per le aziende che scelgono metalli riciclati

 

Riduzione delle emissioni Scope 3

Per le aziende manifatturiere soggette a rendicontazione di sostenibilità, l'approvvigionamento di materie prime rappresenta spesso una quota rilevante delle emissioni indirette (Scope 3). Documentare l'uso di metalli certificati e con elevato contenuto riciclato consente di ridurre questo dato e di rispondere meglio alle richieste del mercato.

Continuità di fornitura

Il mercato del rottame di metalli non ferrosi è, per sua natura logistica, meno esposto alle oscillazioni geopolitiche legate all'estrazione mineraria primaria: un fornitore inserito in una filiera di riciclo solida offre spesso maggiore stabilità di approvvigionamento nel tempo.

Domande frequenti

 

I metalli riciclati hanno le stesse proprietà meccaniche di quelli prodotti da materia prima vergine?

Sì. Rame, ottone, bronzo e alluminio riciclati e rifusi secondo le specifiche di lega previste dalle norme europee (ad esempio la EN 1652 per lastre e nastri) hanno le stesse proprietà meccaniche e chimiche dei semilavorati prodotti da materia prima vergine. Il processo di rifusione riporta il materiale alla composizione target della lega richiesta tramite l'integrazione con materia prima vergine: non esiste un degrado intrinseco delle proprietà legato al numero di cicli di riciclo per questi metalli.

Come si verifica la percentuale di materiale riciclato in un semilavorato?

I metalli sono un bene indistinguibile; non è possibile individuare la parte di semilavorato riciclato dalla parte di materia prima vergine. La verifica passa quindi alla trasparenza del fornitore: è opportuno richiedere direttamente informazioni a questo proposito durante la fase di acquisto del semilavorato. 

Le leghe di ottone al piombo sono meno sostenibili di quelle esenti?

Le leghe di ottone senza piombo o a piombo ridotto (come la CW508L) hanno meno restrizioni normative legate allo smaltimento e al contatto con acqua potabile e ampliano le possibilità di riciclo del rottame senza vincoli specifici legati al contenuto di piombo. Non sono però automaticamente "più sostenibili" in senso assoluto: la scelta della lega dipende sempre dall'applicazione, dalle proprietà meccaniche richieste e dalla lavorabilità necessaria, ad esempio nella tornitura automatica dove il piombo resta un elemento tecnicamente rilevante.

Scegliere metalli riciclati e certificati comporta un aumento dei costi?

Non necessariamente. Il rottame di alcuni metalli non ferrosi ha un valore di mercato riconosciuto e una filiera di riciclo consolidata da decenni, per cui il costo dei semilavorati con elevato contenuto riciclato è generalmente allineato a quello dei semilavorati di produzione primaria, a parità di lega e specifiche. In alcuni casi, un fornitore con filiera di riciclo efficiente può offrire anche vantaggi in termini di stabilità dei prezzi e continuità di fornitura.

Come si inserisce l'approvvigionamento di metalli riciclati nella rendicontazione di sostenibilità aziendale?

L'acquisto di metalli riciclati contribuisce principalmente alla riduzione delle emissioni Scope 3 (emissioni indirette lungo la catena del valore), una categoria sempre più richiesta nei bilanci di sostenibilità e nei rating ESG. Per una rendicontazione accurata, è opportuno richiedere al proprio fornitore la documentazione disponibile relativa alla composizione e alla lega del materiale. 

Conclusione

Scegliere metalli riciclati e certificati non significa scendere a compromessi sulle prestazioni tecniche: rame, ottone, alluminio e bronzo mantengono le proprie proprietà meccaniche indipendentemente dal numero di cicli di riciclo, mentre il vantaggio economico e ambientale — in termini di energia risparmiata ed emissioni evitate — è concreto e documentato da fonti di settore. Mario Crespi S.p.A. è a disposizione per supportare aziende e professionisti nella scelta dei semilavorati più adatti alle loro esigenze produttive e di sostenibilità.

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